2nd day: Cashel, Cork & Blarney
28 ago 2010 Lascia un commento
in Irlanda Etichette: Blarney, Cashel, Cork
Domenica 8 Agosto 2010 – Km: 161
Oggi cominciamo a spostarci verso sud, passando per tre contee, quella di Kilkenny e quella di Tipperary per arrivare infine a quella di Cork.

♣ Prima tappa: Caiseal Mumhan, o Cashel e la Rocca di San Patrizio.
La Rock of Cashel, edificata prima del IV secolo, fu a lungo sede di re del Munster, sicuramente la più bella delle attuali quattro provincie irlandesi.

Narra la leggenda che alla rocca di Cashel avvenne la conversione del re del Munster nel V secolo, per opera di San Patrizio, a cui la rocca deve il nome. Purtroppo le impalcature di ristrutturazione funestano la visione di buona parte degli edifici, impedendoci di fare sia panoramiche dal basso che foto dell’ingresso alla rocca.

Il panorama però è stupendo, così come l’immancabile cimitero con le lapidi disposte disordinatamente è stato aperto alle sepolture fino alla metà degli anni ‘80.

Ci aggiriamo nelle aree scampate ad impalcature pro restauri. Le rovine della cattedrale sono accessibili, ma non la torre rotonda.

Riusciamo a visitare la cappella di Re Cormac, un edifico del 1100 ancora perfettamente integro all’interno.

L’esterno, purtroppo, è in ristrutturazione (per farsi un’idea, una foto non nostra qui). Terminata la visita alla rocca, scendiamo verso il paese, ancora profondamente addormentato. In fondo è domenica mattina anche per gli irlandesi!

Il paese di Cashel è tutto attorcigliato attorno all’ufficio turistico. Anche la seconda chiesa famosa di Cashel, la Dominics Abbey, si trova in centro città, circondata da condomini moderni.

L’abazia è completamente priva di tetto e l’accesso ai visitatori non è consentito.

Accessibile al pubblico invece è un dubbio museo, il Cashel Folk Village che però evitiamo accuratamente di visitare perchè ci sembra una pacchiana trappola per turisti.

La visita a Cashel si conclude a mattina inoltrata. Prendiamo armi e bagagli e ci dirigiamo verso la prossima tappa.
♣ Seconda tappa: Corgaigh, o Cork.
Il nome deriva dal gaelico “corcagh” ovvero palude. Originariamente, Cork non era altro che un piccolo insediamento monastico fondato da San Finbarre, attualmente patrono della città. Fu solo grazie alla rete di commerci dei Vichinghi e delle popolazioni scandinave che divenne un porto nevralgico per il commercio su nave. Capitale della cultura nel 2005, Cork dovrebbe essere la seconda città più bella dell’Irlanda. Dovrebbe. Noi non ne siamo convinti.

La città sorge in un’isola tra le sponde del River Lee. Il centro è attraversato da diverse vie commerciali piuttosto brutte e anonime. Sembra di stare in una Londra venuta un po’ male… comunque si gira facilmente e a piedi arriviamo praticamente dovunque.

Percorriamo South Mall e ci dirigiamo verso lo Shandon, che dovrebbe essere un quartiere piacevole, pieno di gallerie d’arte e caffè lungo le stradine strette e le piazzette. Il centro del quartiere è la St. Anne’s Church, in passato soprannominata “Four-Faced Liar”, ossia bugiarda a quattro facce perchè ognuno dei suoi orologi segnava un’ora diversa.

Il quartiere si rivela essere piuttosto anonimo, per cui facciamo un breve giro e scendiamo verso il St. Patrick’s Bridge, uno dei ponti più importanti che attraversano il River Lee, per raggiungere la cattedrale di Cork.

La St. Finbarre’s Cathedral è la cattedrale protestante di Cork. Raggiungerla è abbastanza piacevole, grazie ad una sorta di lungo fiume che costeggia il River Lee.

Lo stile della chiesa è a metà tra il gotico francese e il medievale, il che la rende piuttosto unica nel suo genere e, sicuramente, una visita la merita.

Di fronte ricorda Notre Dame de Paris.

L’interno è un po’ pacchiano…

… ma sicuramente pieno di saggi consigli ^_^

Sul lato sinistro della cattedrale è posto un angelo dorato.

Secondo la leggenda, il giorno dell’Apocalisse l’angelo suonerà il corno che tiene in mano. Ridiscendiamo il lungo fiume, due passi ancora sulla Grand Parade e South Mall e poi recuperiamo la macchina.

Cork non ci è piaciuta abbastanza per passarci la serata e quindi ci muoviamo già verso la nostra meta di domani.
♣ Terza, e ultima per oggi, tappa: an Bhlarna, o Blarney.
A dire la verità non era prevista una visita del paesino di Blarney, ma sono una veloce toccata e fuga per visitare il castello e baciare due pietre ^_^ ma Cork ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca e, non avendo voglia di deviare su Cobh, la scelta di Blarney è praticamente obbligata. Ma per fortuna, direi.

Blarney è una townland molto tranquilla, forse una specie di sobborgo residenziale di Cork o qualcosa del genere, vista la vicinanza alla città. Il centro è praticamente disposto attorno ad una piazza/giardino, chiamata “The Square” ed è circondato dagli ormai immancabili fiumiciattoli. Ci fermiamo in un B&B che troviamo quasi subito, anche questo approvato dalla Fáilte Ireland, il Currac Buí, gestito dalla meravigliosa Mrs. Bridget Harrington che ci ha regalato un soggiorno veramente delizioso.

Questa è la nostra camera.

La sera la passiamo finalmente in un pub, dove ceniamo e beviamo la prima birra irlandese della nostra vita (una Murphy’s, visto che siamo nella contea di Cork) e dove io, baldanzosa, ordino una Red Ale per Emanuele e mi vedo servire una bottiglia di sidro ai frutti di bosco. -_-

Ma siccome lo spirito è alto e siamo estimatori di Andrew Zimmern e della sua trasmissione gastro-trash, mi faccio coraggio in nome della filosofia di Orrori da gustare : “Se vi sembra buono, mangiatelo”.
Non era male ^_^.
Alice & Emanuele
Avete detto...